02 gennaio 2009

Alitalia, Air France e la furbata di Berlusconi


A Parigi il 25% per 300 milioni. Ecco come sarà la nuova Alitalia. Un conto da 4 miliardi
. Accordo fatto con Air France
di TITO BOERI - Repubblica.it

DIECI mesi dopo, con quasi lo 0,3 per cento di pil sottratto ai contribuenti e 7.000 posti di lavoro in meno, Alitalia torna a parlare francese. Era il 14 marzo 2008 quando Air France-KLM depositava la propria offerta vincolante, subito accettata dal Consiglio di Amministrazione di Alitalia. Sono stati 10 mesi da incubo per i viaggiatori, presi ripetutamente in ostaggio in una battaglia senza esclusioni di colpi in cui la politica ha occupato un ruolo centrale, dimentica della recessione che ci stava investendo. In questi 300 giorni gli italiani hanno visto franare il prestito ponte di 300 milioni di euro concesso quasi all'unanimità dal Parlamento italiano. Oltre a perdere così un milione al giorno, i contribuenti si sono accollati i debiti contratti dalla bad company per quasi tre miliardi.

Ci sono poi circa 7.000 posti di lavoro in meno nella nuova compagnia rispetto all'offerta iniziale di Air France, che comporteranno, oltre ai costi sociali degli esuberi (soprattutto di quelli che riguardano i lavoratori precari), oneri aggiuntivi sul contribuente legati al finanziamento in deroga degli ammortizzatori sociali, per almeno un miliardo di euro. Il conto pagato dal contribuente è, dunque superiore ai 4 miliardi di euro, più o meno un terzo di punto di pil, quasi due volte il costo della social card e del bonus famiglia messi insieme.

Sarà Air France-KLM l'azionista di maggioranza, in grado di decidere vita, morte e miracoli della compagnia sorta dalle ceneri di Alitalia. Poco importa che sia italiana la faccia, che si chiami ancora Alitalia la nuova compagnia. Sarebbe stato così comunque, anche con il 100 per cento del capitale nelle mani di Air France-KLM. Come canta Carla Bruni, chi mette la faccia "non è nulla", chi mette la testa "è tutto".

La composita cordata italiana ha dovuto subito rinunciare all'italianità della compagnia perché non era da sola in grado di far decollare neanche il primo aereo, previsto in volo sui nostri cieli il 13 gennaio prossimo venturo. Air France rileva il 25% della nuova compagnia, versando 300 milioni. Questo significa che il 100 per cento del capitale viene oggi valutato 1200 miliardi, circa 150 milioni in più dei 1052 pagati a Fantozzi da Colaninno e soci solo un mese fa. Questo sovrapprezzo si spiega col fatto che CAI ha nel frattempo acquisito Air One. Si tratta di una compagnia in crisi, con un debito verso i soli fornitori valutato attorno ai 500 milioni di euro, ma il valore dell'acquisizione di Air One è tutto nella soppressione dell'unico concorrente sulla tratta Milano-Roma, consumatosi con il beneplacito della nostra Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Anche questi 150 milioni vanno aggiunti al conto pagato dagli italiani. E' sono sicuramente una sottostima dei costi che dovremo pagare per la mancata concorrenza.

Conti fatti, è soprattutto Air France dunque ad aver fatto un affare. Rileva una compagnia più leggera di 7000 dipendenti rispetto a quella che avrebbe acquisito nel marzo scorso, che ha nel frattempo assunto una posizione di monopolio nella tratta più redditizia versando molto meno di quel miliardo su cui si era impegnata solo 10 mesi fa.

Dopo avere subìto un danno ingente in conto capitale e avere assistito alla beffa finale di vedere documentata, nero su bianco, la svendita della loro compagnia di bandiera allo straniero da parte dei "patrioti" della Cai, i cittadini italiani rischiano ora di vedere salire ulteriormente le tariffe aeree, in barba alla deflazione. Per scongiurare questo pericolo l'Autorità Antitrust dovrà assicurarsi fin da subito che gli slot lasciati liberi da Alitalià vengano venduti sul mercato. Le speranze di concorrenza in Italia riposano ormai solo sull'ingresso di Lufthansa-Italia nella tratta Milano-Roma. Varrà senz'altro molto di più della moral suasion esercitata da chi, dopo aver benedetto la fusione fra CAI e Air One il 3 dicembre scorso, oggi promette di monitorare da vicino le tariffe della nuova compagnia.
(2 gennaio 2009)







17 settembre 2008

Il Grande Blob di Alitalia

Bonaiuti_berlusconiCicchitto&Bonaiuti ci tengono di buonumore. I nuovi Franchi & Ingrassia della politica italiana. Come quei soldati giapponesi che, vent'anni dopo la fine della guerra, sono stati scovati nella giungla, a guardia di un fusto di benzina, perchè nessuno li aveva avvertiti che la guerra era finita, questi due comici da Bagaglino continuano, ogni volta che passano davanti ad un microfono o ad un taccuino, a spiegare che la trattativa con Alitalia è fallita "Prodi Regnante". Qualcuno riuscirà mai a spiegar loro che quando Air France ha sbattuto la porta Prodi non contava un cazzo, visto che la "sbattuta di porta" è del 22 Aprile, e i risultati delle elezioni sono del 17 Aprile?

Ormai per questi "due due" anche il palcoscenico del Bagaglino è diventato "troppo". Diamogli uno sgabello, e mandiamoli in Hide Park, fra gli oratori ubbriachi. Ma tant'è: poichè siamo certi che questa solfa di attribuire a Prodi, ai komunisti e alla Spectre la gestione tragicomica della crisi, e prima che il sonno dei media sotterri tutto, abbiamo pensato di raccogliere in questo lungo e Cicchittonoioso post, a metà strada far "Blob" e "Carta Canta", la nostra documentazione. Per non dimenticare. Per "conservare agli atti" di un medium non embedded come il Tafanus. Con la speranza che qualche altro blogger, magari su nostra segnalazione, o su segnalazione di nostri lettori, voglia conservare questo post sulla propria piattaforma.

...PRIMA DELLE ELEZIONI...

"...Il governo faccia di Alitalia quello che vuole. Air France, Air One. Io non interferisco. Ma Palazzo Chigi deve riprendere le redini della politica dei trasporti del paese. Non si può decidere a Parigi come si muoveranno gli italiani..."
(Letizia Moratti, 16 Febbraio 08)

"...l' ex ministro leghista Roberto Maroni è stato ancora più categorico: «Malpensa si salva se il centrodestra vincerà le prossime elezioni. Perché imporremo ad Air France moratoria di tre anni su tutti i voli tagliati. Lo metteranno nel programma..."
(Roberto Maroni, 18 Febbraio 08)

"... il Tar del Lazio ha bocciato il ricorso contro la trattativa in esclusiva avviata dal Tesoro con i francesi presentato dalla cordata concorrente di AirOne.."
(2 Marzo 08)

"...La verità è che Prodi e Padoa-Schioppa, dopo avere cercato invano un compratore cinese o del Golfo per la nostra compagnia di bandiera, hanno lasciato che il vertice Alitalia trattasse con l'unica compagnia solida da cui proveniva un' offerta piena di spine, ma seria: l'Air France. L'alternativa all'acquisto da parte dei francesi (che prudentemente attendono il parere del futuro governo prima della firma definitiva) non sarebbe certo la fantasiosa Air Padania, bensì il fallimento di Alitalia..."
(Gad Lerner - 5 Marzo 08)

"...Silvio Berlusconi si dice contrario alla vendita di Alitalia a Air France e il titolo in Piazza Affari tocca il suo minino storico. Proprio le parole del leader del Popolo della Libertà ha messo un macigno sul buon esito della trattativa tra i due vettori..."

"... L' altra incognita per l' esito delle trattative Alitalia-Air France arriva dal fronte giudiziario Ap Holding, la holding di Carlo Toto che controlla Air One ha depositato il ricorso in appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar del Lazio che aveva rigettato la richiesta di sospendere la trattativa in esclusiva in corso..."
(Luca Iezzi - 5 Marzo 08)

"...in 24 ore Berlusconi cambia idea sul futuro assetto di Alitalia. E dà il proprio via libera alla trattativa con Air France, dopo un attacco che aveva messo al palo le speranze di chiudere la vendita col sigillo del Pdl. Il Cavaliere, che aveva detto no all' intesa con i francesi, ci ripensa..."
(6 Marzo 08)

"...Ieri il leghista Roberto Maroni, ha ribadito il suo no alla retromarcia da Malpensa: «Quando saremo al governo imporremo ad Air France di fare quello che ha già fatto in Olanda, né più né meno. In Olanda il governo impose ad Air France una moratoria di 7 anni quando comprò Klm..."
(Roberto Maroni - 10 Marzo 08)

"...Dopo il via libera del Cda di Alitalia ad Air France, esplode l' ira dei sindacati: «Messi con le spalle al muro..."
(17 Marzo 08)

"...Per salvare Alitalia dal fallimento e sottrarla alle grinfie dei francesi, Silvio Berlusconi ha un' idea italiana e anche familiare. Nella cordata di imprenditori che può comprare la compagnia aerea, il Cavaliere vede bene i suoi figli: "Credo non direbbero di no". E lui stesso metterebbe dei soldi nella partita se solo non avesse un ruolo pubblico, politico. Alla guida della cordata nazionale, ci sarebbe Air One di Carlo Toto..."
(20 Marzo 08)

"...Silvio Berlusconi aveva annunciato un imminente sì del Cda di Banca Intesa per spalleggiare AirOne in una nuova offerta per Alitalia, ma Banca Intesa ha precisato di non essere interessata a fare alcuna offerta e di non averne nemmeno mai parlato nel Cda di ieri..."
(21 Marzo 08)

"...il leader del Pdl Silvio Berlusconi, al grido «o si fa Alitalia o si muore», è tornato a parlare a tutto campo della compagnia, «della necessità di non svenderla» e, ancora una volta, della cordata di imprenditori italiani che sarebbe «già pronta», e che nel giro di «tre o quattro settimane..."

Segnatevi in rosso questa data: 18 Aprile 2008: perchè è esattamente la "data massima prevista" per "l'appalesamento" della cordata italiana" NdR

"...Oltralpe, la possibilità che Air France riesca a conquistare Alitalia comincia ad essere messa seriamente in dubbio, anche se la stampa preferisce non commentare. Ieri sera tutti i siti di informazione hanno dato grande risalto al nuovo no di Berlusconi alla compagnia transalpina e i toni degli articoli, pur nei limiti della cronaca, non erano ottimisti.."
(22 Marzo 08)

"...«Abbiamo visto nel tempo che i vari dirigenti italiani che si sono succeduti alla "cloche" dell' Alitalia, non sono stati in grado di gestire al meglio l'azienda - dice una hostess al check-in - ho molta più fiducia nei francesi..."
(23 Marzo 08)

"...Per salvare Alitalia servono diversi miliardi. Air France ne ha messi sul tavolo quasi 3 da subito, di tasca sua, e pare difficile che un pool di imprenditori italiani riesca a presentarsi al Tesoro con un arsenale simile. A meno che l' obiettivo non sia quello di raccogliere i cocci di Alitalia dopo un' amministrazione controllata. Allora i tagli li deciderebbe un commissario, gli esuberi li pagherebbero i dipendenti, gli ammortizzatori li metterebbe il governo. E i compratori, a quel punto, porterebbero a casa per un piatto di lenticchie una compagnia molto più magra e meno problematica..."
(Lucio Cillis - 25 Marzo 08)

"...il leader del Pdl Silvio Berlusconi parla della compagnia e batte il tasto della cordata italiana. «Sarà pronta a giorni», promette. E aggiunge: sarà appoggiata da una «importante banca» anche se «non vedrà» la partecipazione dei figli del Cavaliere. «Non è qualcosa di campato in aria - precisa Berlusconi - ci sono i nomi di imprenditori, che non posso fare per dovere di riservatezza. Fra qualche giorno questi nomi saranno conosciuti da tutti..."
(27 Marzo 08)

"... ancora una volta, il Cavaliere gioca la sua roulette russa sulla pelle del Paese. Era il 17 febbraio 2004, quando governava l' Italia e dichiarava all'Ansa: «Per fortuna di Alitalia c'è il signor Berlusconi che impiegherà tutto il suo talento per risanarla». Sono passati quattro anni. E non solo allora non l'ha risanata. Ma ora sta impiegando tutto il suo «talento» per farla fallire. In un micidiale impasto di indegnità politica, di irresponsabilità economica e forse addirittura di illiceità giuridica..."
(Massimo Giannini - 29 Marzo 08)

"...se il centro-destra vincerà le elezioni, con Air France non se ne farà nulla. Alitalia non passerà ai francesi perché l'offerta messa sul piatto da Spinetta è «offensiva» e le condizioni dettate dal manager d'oltralpe sono «irricevibili e inaccettabili». Se a qualcuno fosse rimasto un minimo dubbio sul peso assunto dalla questione Alitalia in campagna elettorale, Silvio Berlusconi, leader del Pdl, ieri ne ha fatto piazza pulita.
(29 Marzo 08)

"...Volantini colorati, un Berlusconi truccato da clown con un cappio e la scritta: «Sto preparando la cordata per i dipendenti Alitalia». è atterrata da poco la sua delfina, Michela Vittoria Brambilla. La aggancia un sindacalista dell' Ugl, Pasquale Lione e dice: «La cordata è una trovata elettorale sulla pelle dei lavoratori» e lei, «no, no, c'è un interesse vero di Berlusconi a non far entrare Air France..." (...nessunoi aveva avvertito Coscialunga che queste cose non si dicono. Non in pubblico. A far fallire la trattativa con Air France, dovranno essere indicati solo Prodi e la Spectre. NdR)
(Napoli, 3 Aprile 08)

"...Stampa straniera contro Air Silvio -La vicenda Alitalia ha trovato vasta eco sulla stampa internazionale. Con molte critiche. A cominciare dal Wall Street Journal che ha dedicato alla trattativa due articoli e un editoriale, dal titolo "Air Silvio", nel quale attacca il leader Pdl. «E' raro per un politico - scrive il Wsj - innescare una grave crisi prima ancora che abbia vinto le elezioni. E' quello che Silvio Berlusconi ha fatto con Alitalia [...] Per il Financial Times, Alitalia ha ormai raggiunto «la fine della pista» e l' unica soluzione possibile è quella tipo Parmalat[..] Critiche anche dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung («con questi sindacati non la compra nessuno») [...]
(5 Aprile 08)

"...quel piano va ritoccato, senza modifiche è troppo indigesto per poter essere firmato». All'ombra di una possibile ripresa delle trattative con Air France, il fronte dei piloti Alitalia è compatto su una linea prudente: rimettersi al tavolo a discutere, ma non ammainare bandiera firmando la qualunque perché «questo non l'accetteremmo mai». A comandanti e primi ufficiali il futuro disegnato da Spinetta piace poco..."
(9 Aprile 08)

"...un crollo del 21% ha salutato il rientro del titolo Alitalia alle contrattazioni di Borsa dopo quattro giorni di sospensione..."
(10 Aprile 08)

...E DOPO LE ELEZIONI...

"...archiviati i proclami elettorali, anche Silvio Berlusconi inizia a fare i conti con la realtà sul caso Alitalia e riapre uno spiraglio ad Air France, promettendo di «interloquire» con il governo Prodi. «Se ci fosse pari dignità tra Klm, Air France e Alitalia e se la nostra compagnia di bandiera restasse compagnia di bandiera» ha detto ieri il Cavaliere, il dossier francese potrebbe essere riaperto..."
(Silvio Berlusconi, 17 Aprile 08)

"...uno scarno comunicato di cinque righe mette fine alla trattativa tra Air France-Klm e Alitalia. «A seguito della richiesta di Alitalia di chiarire la situazione legale successiva alla rottura delle negoziazioni fra Air France-KLM e Alitalia - recita il testo - Air France-KLM ha comunicato ad Alitalia che gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo scorso con l' obiettivo di lanciare un' offerta pubblica di scambio su Alitalia non sono più validi dal momento che non sono state soddisfatte le condizioni preliminari al lancio dell' offerta.... (...22 Aprile, Cicchitto & Bonaiuti... Prodi e la Spectre erano già sostanzialmente ed ufficialmente fuori da Palazzo Chigi da 5 giorni...)
(22 Aprile 08)

...vi eravate annotati la data del 18 Aprile? era la data massima per la quale il Cipria aveva promesso di "appalesare" i nomi dei cordatari-cravattari. Quella data è passata da 4 giorni. Niente! aspetteremo ancora. Non c'è fretta... NdR

"...dalle tasche degli italiani, già pesantemente prosciugate dal dissesto senza fine di Alitalia, vengono ora prelevati altri 300 milioni - dovevano essere 150, ma è stato Berlusconi a chiederne il doppio - per quello che soltanto con cinica ipocrisia può essere chiamato un prestito-ponte..."
(23 Aprile 08)

...passata la festa, gabbatu lu santu... notare come da questa notizia, con l'Alutalia che continua a bruciare due milioni al giorno, NIENTE di rilevante succede per 27 (ventisette) giorni. Ormai lo scopo è raggiunto. Le elezioni sono state vinte. NdR.

"...Nessuna nuova buona nuova, dice il proverbio. Il silenzio di tomba calato su Alitalia, invece, desta più di una preoccupazione. Le decine di apprendisti stregoni che si sono alternati al capezzale del grande malato dell' industria italiana prima del 13 aprile sono spariti. Il premier Silvio Berlusconi - incassato al voto il dividendo della sua battaglia per l' italianità della compagnia - sembra essersi dimenticato del dossier per concentrarsi su Napoli e Rom. Giulio Tremonti, cui forse non dispiacerebbe il commissariamento della Magliana, è restio a occuparsi del caso anche perché, dicono i maligni, non pare troppo convinto della cordata tricolore. Bruno Ermolli è riuscito a mettere assieme un gruppo di imprenditori (Air One in testa) pronti a scendere in pista. Ma anche lui - esaurito il suo compito - sarebbe pronto a farsi da parte per lasciare il testimone a qualcuno con le spalle più larghe (Banca Intesa?). Il tempo, intanto, passa. Alitalia brucia due milioni al giorno, il capitale è azzerato e gli amministratori, tra breve, saranno costretti a convocare l' assemblea per la ricapitalizzazione..."
(Ettore Livini - 20 Maggio 08)

"...il primo a parlare del bisogno di un "esorcista" per Alitalia era stato alcuni mesi fa l'ex presidente della compagnia di bandiera, Maurizio Prato, manager molto vicino alla Santa Sede (è il revisore dei conti del Vaticano) scottato dalla fine delle trattative coi francesi. E ieri anche Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France, non ce l'ha fatta. è sbottato, dopo anni di rapporti strettissimi con la Magliana e l'inaspettato dietro front che ha allontanato (forse) per sempre i due vettori: «Per Alitalia ci vuole l'esorcista: aveva ragione Prato, sembra proprio che non ci siano altre strade per salvare quella compagnia», ha detto. Altro che cordata o grande vettore tutto tricolore. Spinetta, insomma, non nasconde il suo «dispiacere», per il fallimento della fusione nella quale ha sempre «creduto molto». Ma il nuovo tentativo di salvataggio del governo Berlusconi non attira in questo momento l' interesse del gruppo transalpino: «Noi ne restiamo fuori, inoltre non c' è stato alcun contatto»..."
(3 Giugno 08)

"...in cerca di compratori per Alitalia, Silvio Berlusconi improvvisa un sondaggio davanti ai giovani industriali di Santa Margherita Ligure: «Chi si sente di partecipare, alzi subito la mano». E qualche mano si alza per davvero, più per gioco che per convinzione..." (...ma come... non doveva essersi già "appalesata" la cordata, fin dal 18 Aprile?...)
(8 Giugno 08)

"...Alitalia, spunta un polo con AirOne e Meridiana - ...potrebbe inserirsi anche Meridiana nell'operazione di salvataggio di Alitalia. Si fanno infatti sempre più fitte le voci che vorrebbero il vettore fondato dall'Aga Khan coinvolto nel progetto di costruzione di un unico polo aereo nazionale assieme alla compagnia di bandiera e ad Air One..."
(15 Giugno 08)

"...Soluzione entro luglio, con un nuovo vertice esperto e pronto a pilotare Alitalia verso la salvezza. Sono le indicazioni arrivate dall' audizione del ministro dell' Economia Giulio Tremonti alla Camera..."
(26 Giugno 08)

"...c'è qualcosa che indigna più delle veline. E' il caso di Alitalia. Da persona informata dei fatti posso dire che nei giorni attorno alle elezioni si lavorava per riannodare il dialogo tra Air France e i sindacati. Si affacciava la possibilità di chiudere. Il vincitore delle elezioni ribadì in modo sprezzante il suo no e garantì che era pronta un'altra soluzione. I francesi se ne andarono. Dopo un decreto legge, dopo 300 milioni buttati, dopo uno specialissimo incarico all'advisor, eccoci dunque alla soglia del traguardo: si parla di una bad company con debiti, esuberi e qualche attività da dismettere e di una new&co che prenderà il volo con Air One e/o con chi ci sta. Ho l'impressione che sfugga a molti la portata del pasticcio che si sta determinando..."
(Pierluigi Bersani - 30 Giugno 08)

"...mentre i colossi British, American e Iberia stanno riscrivendo la Yalta dei cieli, l'Italietta e la sua compagnia morente spariscono dal mappamondo. L'offerta Air France era davvero l'ultimo slot possibile. Berlusconi ha la drammatica responsabilità di averla boicottata. I sindacati hanno una responsabilità ancora più tragica: hanno combattuto contro quell'offerta, che prevedeva 5 mila esuberi ma con la garanzia che "nessuno sarebbe rimasto a terra". Si sono illusi che il Cavaliere avrebbe fatto il miracolo. Non hanno capito che il tempo dei miracoli è finito per sempre. Prima di cercare altri inutili modi per fallire, meglio scegliere l'unico possibile: i libri depositati in tribunale. Sarà una bella lezione per tutti..."
(Massimo Giannini - 7 Luglio 08)

"...mentre a Roma ci si continua a baloccare attorno a una piccola Alitalia in tricolore, nel resto del mondo si corre, anzi si vola. La partecipazione di nozze fra British Airways e Iberia che Londra e Madrid hanno spedito ieri ai mercati non giunge inattesa e sarà forse presto accompagnata dall' annuncio di un "ménage a trois" con American Airlines..."
(30 Luglio 08)

...ed ora (e non per colpa del Tafanus, parte un altro black-out di circa un mese. Si sa, in questo mese Alitalia brucerà un terzo del "debito-ponte. Ponte? Verso il nulla. Ma le vacanze sono vacanze. Non sono ammesse deroghe. Il Cav. sulla collinetta di Villa Certosa - con o senza quakche "grandesorella" seduta sull'uccello; Fini a Giannutri; Gasparri a Marettimo; in fondo, anche il mio Bar-Tabacchi chiude, per ferragosto. La Crisi può aspettare... Poi, però, rinfrancati dal giusto riposo, i nostri riprendono, con più forza e con energie fresche, la "Sagra della Minchiata" - NdR

"...gli esuberi dell' Alitalia ricollocati alle Poste, o in altre aziende pubbliche come l' Agenzia delle entrate o il Demanio? «è un' ipotesi percorribile», risponde il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli (An), appena arrivato al Meeting di Rimini, e nel governo scoppia il caso. Perché dell' ipotesi si è accennato nel vertice ministeriale a Palazzo Chigi di martedì scorso, ma nessuno intende assumersene la paternità..."
(28 Agosto 08)

"...«Un grande Paese, uno dei Paesi economicamente più sviluppati deve avere strumenti adeguati per proteggere e promuovere la propria economica, la propria immagine nel mondo e uno di questi strumenti fondamentali è una grande, solida, efficiente compagnia aerea di bandiera». Silvio Berlusconi affida ad un lunga dichiarazione letta in serata nella sala stampa di Palazzo Chigi, l'orgogliosa spiegazione delle motivazioni e delle modalità del piano di salvataggio. Un monologo di circa un quarto d' ora. «Alitalia è una della compagnie più antiche e gloriose del mondo e salvarla era un dovere - argomenta - quando vediamo un aereo dell'Alitalia ovunque nel mondo ognuno di noi sente l'Italia vicina». Subito dopo aver evocato l'orgoglio, passa all' incasso sugli impegni presi durante la campagna elettorale. E sempre in tono elettorale sono le accuse al predecessore: «Come sapete il nostro governo ha ereditato dal governo della sinistra diverse situazioni davvero pesanti: i conti pubblici, la tragedia dei rifiuti di Napoli e questa situazione irrisolta dell' Alitalia, per la quale il governo Prodi aveva tentato, senza riuscirci, una svendita ad Air France, cioè alla Francia..."
(29 Agosto 08)

"...durante la trasmissione tv, Porta a Porta, Berlusconi sottolinea la criticità del momento: «Alitalia così può andare avanti per giorni, qualcuno pensa addirittura ore, di certo non per delle settimane. L'accordo va trovato al più presto». Ancor prima di sapere l'esito finale, però, già promuove l' operato del governo: «Ha mantenuto tutte le promesse che aveva fatto, abbiamo trovato 16 imprenditori tra i migliori in Italia che hanno investito oltre un miliardo di euro..." (15 Settembre 08)

Per ora questo "Carta Canta" di Tafanus si ferma, ma solo temporaneamente. Sarà aggiornato e ripreso la settimana prossima, dopo i bagordi napoletan-romani...

23 agosto 2008

Alitalia, 503 miliardi le perdite semestrali

ROMA - Perdita netta di 503 miliardi per l' Alitalia nel primo semestre 2001, un peggioramento di oltre 151 miliardi rispetto allo stesso periodo dell' anno scorso, che aveva però beneficiato di componenti straordinarie per 54 miliardi. Il risultato a livello consolidato prima delle imposte ha registrato una perdita di 349 miliardi, 5 in più rispetto all' anno scorso. Sul miglioramento della gestione Alitalia incombe però l' incognita degli attacchi terroristici agli Stati Uniti [...]

Sea a Malpensa per 40 anni

Repubblica — 05 settembre 2001

ROMA - La Sea gestirà Malpensa e Linate per altri 40 anni, sino al 2041. La nuova convenzione con lo Stato è stata firmata ieri sera a Roma, nella sede dell' Enac, dal presidente della società aeroportuale milanese, Giorgio Fossa. L' annuncio era previsto per oggi, ma a tarda sera la notizia è trapelata negli ambienti del ministero dei Trasporti e Fossa, raggiunto per telefono a Milano, ha tenuto a sottolineare che questo accordo «è di primaria importanza per la Sea, prossima alla privatizzazione, perché consente alla società di investire perseguendo obiettivi di lungo periodo e realizzare iniziative con strumenti innovativi, come il project financing». Tra queste iniziative c' è anche la realizzazione di un sistema ricettivo e commerciale da 450 miliardi d lire, che sorgerà proprio di fronte al terminal di Malpensa. Saranno probabilmente gli advisor Roland Berger e Cofiri ad assistere la Sea nella scelta del miglior partner in questo progetto. La convenzione firnata ieri con lo Stato disciplina anche lo sviluppo delle attività aeroportuali e commeciali, compresa la realizzazione e l' utilizzo di impianti e infrastrutture. Sul sistema eroportuale milanese d Linate e Malpensa punta molto l' Alitalia, anche alla luce della recente alleanza con Air France e la statunitense Delta. Quest' ultima in particolare intende incrementare i voli su Malpensa [...]

20 agosto 2008

Le Grandi Ambizioni Alitalia. Parola di Mengozzi

articolo usa Mengozzi: Alitalia compagnia redditizia ROMA - L' Alitalia intende essere «una compagnia profittevole con forti ambizioni globali, che devono però essere commisurate ai mezzi che ha a disposizione». E' questa la guideline lungo la quale l' amministratore delegato, Francesco Mengozzi, intende sviluppare il vettore nazionale, convinto anche che un' alleanza, come quella stretta con Air France, «era necessaria ma da sola non è sufficiente». Il pensiero del numero uno dell' Alitalia sono illustrate in un articolo nel numero di settembre di Airline Business, la Bibbia americana del trasporto aereo.

Il Nordest corteggia ancora Alitalia

29 luglio 2008

Alitalia, un alleato non basta

Repubblica — 02 agosto 2001

...Pietro Lunardi fa sapere che i vertici dell' Alitalia sono sotto esame e che entro la fine dell' anno il governo deciderà se sostituire o confermare il presidente Fausto Cereti e l' amministratore delegato Francesco Mengozzi. Circolano già i nomi dei possibili successori: Giancarlo Elia Valori attuale presidente di Autostrade e degli industriali romani e Giorgio Fossa presidente della Sea, la società milanese che gestisce gli scali di Linate e Malpensa. A margine del «question time» sull' Alitalia tenuto ieri alla Camera, il ministro Lunardi, ai giornalisti che gli chiedevano «Quando il governo prenderà decisioni sui vertici della compagnia?», ha risposto: «Sicuramente entro la fine dell' anno. Siamo arrivati da poco e abbiamo bisogno di tempo per capire la situazone». Poi ha aggiunto: «Non è detto che l' avvicendamento avvenga. Magari alcuni manager che sono già all' interno dell' azienda vanno benissimo»... EDOARDO BORRIELLO

Asse Roma-Parigi nei cieli Alitalia: è allarme debiti

Repubblica — 28 luglio 2001

ROMA - L' Alitalia ufficializza l' alleanza con Air France e Delta ed entra nella rete mondiale Sky Team, offrendo ai suoi passeggeri 8.000 voli al giorno per 500 destinazioni in 120 paesi, a bordo degli oltre 1.000 aerei che compongono le flotte di Air France, Delta, Korean Air, Aeromexico e Csa Czech Airlines. E' un passo decisivo per il futuro della compagnia che fa ancora capo all' Iri per il 53 per cento e che versa in una situazione finanziaria preoccupante, come ha ammesso ieri il suo amministratore delegato Francesco Mengozzi, il quale ha precisato che il rapporto tra debiti e mezzi propri è passato da 1 a 5 nel 1998 all' attuale 1,25 a 1, ossia 1,25 lire di debito per ogni lira di mezzi propri. «E questo comporta una ricapitalizzazione» ha affermato Mengozzi, aggiungendo che la portata dell' aumento di capitale sarà determinata entro il prossimo settembre, cioè «solo dopo il varo del piano industriale, che ci farà conoscere anche il fabbisono di flotta». Con una cerimonia a cui ha assistito anche il ministro dell' Economia, Giulio Tremonti, oltre ai capi di tutte le compagnie interessate, l' Alitalia ha aderito ieri a quello che è destinato a diventare il più grande network aereo del mondo, Sky Team. «E' una scelta ha detto Mengozzi che consentirà all' Alitalia di mantenere la sua posizione di leadership del settore. Senza questa alleanza ha aggiunto il futuro della nostra compagnia sarebbe rimasto circoscritto all' ambito nazionale. Questo accordo ci consentirà invece di offrire ai passegeri tariffe vantaggiose e un servizio di qualità». Dal canto suo JeanCyril Spinetta, presidente di Air France, ha precisato che «i vantaggi provenienti dall' alleanza commerciale tra Alitalia e Air France, nell' ambito di Sky Team, saranno equamente suddivisi tra le due compagnie, come stabiliscono gli accordi. Le due compagnie sono complementari e il mercato italiano, quarto in Europa, è per molti aspetti simile a quello francese». Soddisfazione è stata espressa anche dai governi interessati. «I ministri dell' Economia e dei Trasporti italiani e francese dice un comunicato congiunto accolgono con favore l' accordo tra Alitalia e Air France e si congratulano con il management delle due compagnie pe le modalità con cui hanno dato vita al dialogo finalizzato all' accordo, nel mutuo interese dei due vettori».

07 luglio 2008

Via libera Alitalia a Sky Team

Repubblica — 26 luglio 2001

IL CONSIGLIO d'amministrazione dell'Alitalia ha approvato ieri le linee del contratto di adesione all'alleanza globale Sky Team, in cui oltre ad Air France e Delta sono presenti Aeromexico, Csa Czech Airlines e Korean Air. Il cda ha anche aprovato i contenuti degli accordi con Air France e Delta che saranno sottoscritti domani.

Alt Ue ai fondi pubblici per Alitalia

Repubblica — 19 luglio 2001

Il Tesoro non potrà più ricapitalizzare l'Alitalia. Se lo facesse sarebbe un aiuto di Stato, non ammissibile per la normatriva Ue. La compagnia potrà solo utillizzare i 750 miliardi residui della precedente ricapitalizzazione e dovrà ricorrere al mercato per ulteriori operazioni. E' questo il senso della nuova decisione presa ieri dalla Commissione Europea. L'Alitalia porterà comunque avanti la richiesta di risarcimento dei danni provocati dalla decisione del '97, non modificata ieri.

SEA Investimenti per circa 1.000 miliardi fino al 2003 per lo sviluppo dell' aeroporto di Malpensa sono stati assicurati dal presidente Giorgio Fossa.

01 luglio 2008

ANPAC: no alla fusione con Air France

Repubblica — 13 luglio 2001

[...]Intanto, sul fronte Alitalia, non esiste alcuna ipotesi di fusione con Air France, stando a quanto ha detto ieri il ministro Marzano, anche se per la sua privatizzazione, dopo Alpi Eagles si è fatto avanti un altro partner, il Sanpaolo Imi. La Corte dei conti però segnala il «dannoso ritardo» nel passaggio della compagnia ai privati e il rappresentante dei piloti Anpac nel consiglio d' amministrazione Alitalia, Augusto Angioletti, sostiene che l' accordo commerciale con Air France «non risolve i grandi problemi»[...]

Il Nordest punta su Alitalia - Alpi Eagles vuole una quota

Repubblica — 11 luglio 2001

ROMA - Il Nordest punta su Alitalia. Negli stessi giorni che hanno sancito l' alleanza commerciale della compagnia di bandiera con Air France e Delta, ha mosso i primi passi un' operazione che potrebbe portare all' ingresso di un nuovo socio privato nel capitale dell' azienda guidata da Francesco Mengozzi: la Alpi Eagles, compagnia aerea veneta espressione di una cordata imprenditoriale che annovera i maggiori gruppi del Nordest, da Stefanel a Ivano Beggio, dalla Banca Antonveneta a Boscolo e, in prospettiva, Benetton. Il presidente di Alpi Eagles, Paolo Sinigaglia, ha avuto un primo contatto con il governo per esplorare la fattibilità del progetto ed ha in agenda un ulteriore giro di incontri, in particolare al ministero del Tesoro, azionista di Alitalia: l' obiettivo è l' acquisizione di una quota azionaria che, di fatto, trasformi Alpi Eagles in azionista privato di riferimento a fianco del socio di maggioranza pubblico. E l' operazione ad oggi non esigerebbe una quota azionaria di particolare consistenza dal momento che, al di là del 53% in mano al Tesoro, la parte residua del capitale Alitalia è diffusa sul mercato. «Sto portando avanti un' esplorazione sulla fattibilità del piano - conferma Sinigaglia, senza però sbilanciarsi su ipotesi relative alle dimensioni della quota -. Dobbiamo verificare la disponibilità del governo, le cifre in ballo, gli obblighi che potrebbero essere previsti. Siamo ancora in una fase iniziale e il progetto non è stato sottoposto al nostro cda». Come detto, tra i soci di Alpi Eagles - la compagnia è nata nel '79 per iniziativa di alcuni ex piloti delle Frecce Tricolori - figurano la Iti Fly (Mevorach e Stefanel), Titano (Beggio, Sinigaglia e Righetti), Interbanca (Banca Antonveneta), Veneto Sviluppo, Boscolo e Simi; entro l' estate dovrebbe aggiungersi anche la Edizione Holding, la società del gruppo Benetton che sarebbe pronta a rilevare una quota intorno al 20 per cento tale da garantirgli una voce importante nella gestione della compagnia veneta. Naturalmente l' iniziativa di Alpi Eagles si incrocia con l' accordo appena siglato tra Alitalia e Air France, che peraltro prevede in prospettiva uno scambio azionario intorno al 3% se non addirittura una fusione. In proposito, ieri il ministro per le Infrastrutture, Pietro Lunardi, ha sottolineato che con i francesi c' è «un accordo commerciale, non c' è scambio azionario. Quanto alla prospettiva di una fusione - ha aggiunto il ministro - ne ha parlato Mengozzi, ma io e Tremonti (ministro dell' Economia, ndr) non ne abbiamo parlato». E mentre il titolo Alitalia guadagnava la ribalta di Piazza Affari, chiudendo la giornata delle contrattazioni in aumento dell' 1,05 per cento dopo aver toccato un rialzo del 6 per cento, sempre ieri dal fronte sindacale sono arrivate forti critiche all' amministratore delegato della compagnia che, da parte sua, ha ribadito le prospettive dell' azienda: «Malpensa resta il punto di riferimento dell' Alitalia - spiega Mengozzi nella prefazione alla nuova edizione dell' annuario - mentre Fiumicino, dopo l' avvio dell' alleanza con Delta e Air France, avrà modo di crescere per quanto riguarda l' area del Mediterraneo e del sud del mondo. Il 2001 - scrive ancora Mengozzi - è destinato ad essere archiviato come un anno di difficile transizione per il gruppo Alitalia. Si è infatti esaurita quella fase della vita della compagnia incentrata sul piano industriale 19962000, nato per fronteggiare una decennale crisi strutturale e che ha visto nel quadriennio venire progressivamente meno le premesse sostanziali su cui era stato fondato». - MARCO PATUCCHI

30 giugno 2008

Tra Alitalia e Air France spunta l'ipotesi fusione

Repubblica — 10 luglio 2001
ROMA - C' è anche la fusione nel futuro dell' alleanza tra Alitalia e Air France. Oltre ad un possibile scambio azionario, naturalmente al momento opportuno, le due compagnie potrebbero giungere ad una vera e propria fusione societaria. E' stato lo stesso amministratore delegato dell' Alitalia, Francesco Mengozzi, a parlare per la prima volta di questa ipotesi nella relazione presentata ieri al consiglio d'amministrazione, che ha dato il via libera ad una triplice alleanza nei cieli. Alitalia, Air France e la statunitense Delta hanno dato infatti vita ad un accordo commerciale a tutto campo, che porterà alla realizzazione di una rete globale di collegamenti aerei nell' ambito di Skyteam, un network che con 1.200 aerei offrirà 8.000 voli al giorno per oltre 500 destinazioni in tutto il mondo a 200 milioni di passeggeri. Francesco Mengozzi amministratore delegato della compagnia italiana, JeanCyril Spinetta presidente di Air France e Paul G. Matsen senior vice president della Delta per le alleanze hanno firmato ieri a Roma il memorandum d' intesa per avviare negoziati tra le tre compagnie per definire gli aspetti finanziari, tecnici e strategici della loro collaborazione, la cui durata potrà raggiungere i dieci anni. «Con questo accordo finisce l'isolamento strategico dell' Alitalia» ha affermato con malcelata soddisfazione Mengozzi subito dopo la firma del memorandum d'intesa, approvato qualche ora prima (con l'astensione del rappresentante degli azionisti dipendenti Angioletti) dal consiglio d' amministrazione dell'Alitalia, il cui titolo in Borsa è subito decollato guadagnando sino al 3 per cento nel corso della seduta. «Perseguire ua profonda cooperazione con due ecellenti compagnie quali Air France e Delta - ha spiegato l' amministratore delegato dell' Alitalia - apre un mondo di opportunità per la nostra compagnia, i suoi clienti e i suoi azionisti». E il presidente di Air France ha aggiunto: «I mercati francese e italiano sono molto simili. Air France e Alitalia vogliono incrementare i servizi per competere con le altre compagnie europee che fanno già parte di altre alleanze globali». Dal canto suo il presidente della Delta, Leo F. Mullin, ha affermato che «grazie alla cooperazione con l'Alitalia potremo rafforzare la nostra posizione di leader nel mercato globale del trasporto aereo». In particolare l'alleanza con Air France produrrà, a regime, un margine operativo di almeno 200 miliardi l'anno per l'Alitalia. Sui collegamenti Italia-Francia le due compagnie opereranno in joint venture. Fin dal primo anno di operatività degli accordi, che dovrebbero partire dal primo aprile 2002, sui collegamenti Italia-Francia le compagnie si divideranno il risultato operativo complessivo in proporzione alla rispettiva contribuzione consuntivata nel 2000 (60 per cento Air France e 40 per cento Alitalia). Dal terzo anno la ripartizione sarà al 50 per cento. Sugli altri mercati le due compagnie si impegneranno in una politica commerciale congiunta. In futuro Air France e Alitalia potrebbero rafforzare l'alleanza attraverso uno scambio azionario - sotto il 3 per cento secondo Air News.It - da realizzare con un aumento di capitale. Comunque, ha precisato l'Alitalia, «eventuali scambi azionari saranno presi in considerazione solo al momento in cui si saranno realizzate le condizioni che entrambe le compagnie e i loro rispettivi azionisti riterranno necessarie». Ma lo stesso amministratore delegato Mengozzi ha lasciato capire che le due compagnie guardano più lontano, ad una maggiore integrazione, quindi ad un' eventuale fusione. L'alleanza con Air France, approvata dal comitato dei ministri per le privatizzazioni del governo Berlusconi il 26 giugno scorso, è un ulteriore rafforzamento della collaborazione italo-francese nel settore dei trasporti. - EDOARDO BORRIELLO

Più voli e biglietti meno cari dal patto Alitalia - Air France

Repubblica — 28 giugno 2001 pagina 33 sezione: ECONOMIA

ROMA - Boom dei titoli Alitalia in Borsa, che ieri sono arrivati a guadagnare sino al 9 per cento, dopo il via libera del Tesoro all'alleanza con Air France e la statunitense Delta. Un accordo commerciale che offrirà ai passeggeri Alitalia una serie di vantaggi - più destinazioni, tariffe convenienti, più punti per i voli gratuiti - e che sarà ratificato il 9 luglio prossimo dal consiglio d'amministrazione della compagnia. Un'alleanza che per il ministro delle attività produttive Antonio Marzano è stata «una scelta obbligata». «Tutti sanno - ha detto ieri Marzano - che ero a favore dell' alleanza con la Klm e successivamente con la Swissair. Poi queste compagnie hanno avuto dei problemi. D'altra parte si tratta di un accordo commerciale che non comporta scambi azionari o fusioni». Lo stesso amministratore delegato dell'Alitalia, Francesco Mengozzi, ha spiegato ai suoi collaboratori che alla base di questa mossa «c'è l' idea di allearsi a una grande compagnia europea e ad un protagonista Usa di primo piano per poter attuare un nuovo piano strategico che tenga conto delle sinergie prodotte dalle alleanze». Air France serve infatti 273 destinazioni (38 in Francia, 65 in Europa, 170 nel resto del mondo), dispone di 220 aerei e ne ha ordinati altri 40. La compagnia guidata da Jean Cyril Spinetta impiega 49.000 persone e fa parte della rete globale Sky Team, insieme alla Delta, all' Aeromexico e ala Korean Airlines. Air France ha chiuso il 2000 con un utile netto di circa 840 miliardi di lire, mentre i passeggeri trasportati sono stati 42,4 milioni. Delta è invece la più grande compagnia del mondo per passeggeri trasportati: quasi 120 milioni nel 2000. L'ultimo esercizio la compagnia statunitense lo ha chiuso con un utile netto di oltre un miliardo di dollari, più d 2.200 miliardi di lire, il 6 per cento in più rispetto all' esercizio precedente. Per capire la portata di queste due compagnie bisogna dare uno sguardo all' Alitalia. La compagnia italiana, ancora controllata dal Tesoro (anche Air France fa capo allo Stato), possiede 166 aerei, impiega 15.500 persone, collega 136 scali, ha trasportato più di 24 milioni di passeggeri l'anno scorso, ha chiuso il 2000 con un passivo di 495 miliardi. L'alleanza tra Alitalia e Air France comporterebbe sinergie per 200250 milioni di euro fino al 2005. I contenuti dell' intesa sono ancora da perfezionare, soprattutto per quanto riguarda la creazione di un unico fascio di rotte nei collegamenti italofrancesi effettuati dalle due compagnie. Resta inoltre da mettere a punto il rapporto con la Delta, da cui l'Alitalia si attende forti benefici sulle rotte del nordAtlantico. Dall'intesa la compagnia Gandalf, partner commerciale di Air France e quotata al nuovo mercato, non subirà contraccolpi, ma svolgerà anzi una funzione complementare. Lo ha precisato Jacopo Fusaia, direttore commerciale di Gandalf. Forte dell' accordo con i francesi Alitalia però si trova ora a dover risolvere una grana in patria: l' Authority del garante alla Concorrenza ha appena avviato un' indagine per accertare se la compagnia di bandiera abbia distorto o meno il mercato in Calabria. L'iniziativa, che fa seguito ad una nota inviata dal Consiglio regionale, ha registrato il plauso del ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri. «E' estremamente positivo che l'Autorità garante per la concorrenza abbia avviato una istruttoria per accertare se l' Alitalia abbia distorto il mercato in Calabria - ha detto - la regione calabrese è infatti penalizzata dall' applicazione di tariffe difficilmente giustificabili». Gasparri, «nel pieno rispetto dell' autonomia e delle decisioni del garante della concorrenza», si augura che «queste valutazioni vengano rapidamente approfondite, portando ad una maggiore tutela degli utenti calabresi». La conclusione del procedimento è fissata per il 27 settembre . - EDOARDO BORRIELLO

11 giugno 2008

Alitalia, via libera del Tesoro all'alleanza con Air France

Repubblica — 27 giugno 2001

ROMA - Alitalia prende il volo verso Air France che con l'americana Delta diventerà il partner privilegiato per le nuove alleanze internazionali. Il via definitivo all' alleanza commerciale con i francesi , un' intesa in un prossimo futuro potrebbe rafforzarsi attraverso lo scambio di pacchetti azionari tra le due compagnie di bandiera, è stato dato ieri dal comitato dei ministri per le privatizzazioni presieduto dal ministro dell' economia Giulio Tremonti. L'ok e' arrivato tramite un breve comunicato col quale «si è preso atto positivamente dello stato di avanzamento delle trattative per un accordo commerciale tra Alitalia, Air France e Delta e per l' ingresso di Alitalia nell' alleanza "Sky Team"». Poche parole che fanno cadere dunque definitivamente le opzioni Klm che sta cercando l'accordo con gli inglesi della British Airways e con Swissair: si continua sulla strada già tracciata dal governo Amato. L'intesa commerciale sarà approvata come ha spiegato l'amministratore delegato di Alitalia Francesco Mengozzi entro i primi 10 giorni di luglio, e sarà accompagnata dal nuovo piano industriale: l'obiettivo è quello di rovesciare una prolungata fase di crisi che ha visto il titolo crollare in borsa e i conti economici della compagnia affondare nel rosso più profondo, con perdite che viaggiano verso i 500 milioni. L'accordo avallato ieri dal Governo prevede solo un' alleanza commerciale, ma unisce l'Alitalia a due delle più grandi compagnie aeree mondiali, che insieme possono vantare quasi 170 milioni di passeggeri trasportati in un anno. E le permette di entrare in SkyTeam (ci sono anche Aeromexico e Korean Air Lines), una delle 5 grandi intese tra i vettori che si dividono le rotte mondiali, intese dalle quali la compagnia italiana era unica tra le grandi fuori dai giochi. L'accordo commerciale, in base alle indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, dovrebbe avere una durata quadriennale e permettere la ripartizione delle rotte secondo il peso commerciale delle due compagnie. Il maggior afflusso di ricavi permetterebbe di accelerare il pareggio di bilancio e raggiungere gli obiettivi prefissati nel 2004, con il forte recupero di quote di traffico. Altre attività da mettere in comune saranno la manutenzione, l'information technolgy e il cargo. Sugli incroci azionari si discuterà: la possibilità comunque non era stata esclusa dal presidente di Air France Jean Cyril Spinetta, che però l'aveva riservata al futuro, «ai miei successori disse e a quelli di Mengozzi». La notizia dell'accordo è stata accolta con moderata soddisfazione dal sindacato dei piloti. «Bisogna vedere ha commentato Augusto Angioletti, ex leader dell' Anpac e ora nel cda di Alitalia come la compagnia sfrutterà l' intesa: l'importante è che sia un volano per lo sviluppo, e non solo uno strumento per far quadrare i conti». L'alleanza, infine, arriva in un momento particolare di tensione tra Italia e Francia sul fronte dei rapporti economici, segnati dall' assalto di Edf alla Montedison. - ENZO CIRILLO

Rotta su Parigi dopo il divorzio da Klm

Repubblica — 27 giugno 2001

ROMA - Prima di far rotta su Parigi, l'Alitalia aveva provato ad atterrare ad Amsterdam, convolando a nozze con la Klm. Un matrimonio che però non è fu consumato, perché gli olandesi al momento dell'integrazione delle rispettive attività scelsero il divorzio, lasciando l' allora amministratore delegato Domenico Cempella profondamente deluso. L'alleanza Alitalia - Klm fu annunciata nel dicembre '97. I dissapori sulla piena operativita' del nuovo hub di Malpensa e sulla privatizzazione dell'Alitalia divisero subito le due compagnie. Tuttavia nell'aprile 2000 decollò l'alleanza a tre: Alitalia - Klm - Northwest. Mentre era in corso il negoziato tra Klm e Alitalia per una possibile fusione, il 28 aprile giunse l'annuncio choc: Klm esercitava il diritto di recesso presentando un "conto" di 200 miliardi di lire, pari al contributo versato all'Alitalia per l'avvio di Malpensa. Nel maggio 2000 il presidente della Klm, Leo Wan Wijk, affermò che una ricucitura con l'Alitalia era improbabile. Il 30 dello stesso mese il presidente dell'Iri, Piero Gnudi, confermò in Parlamento che la rottura con la Klm doveva essere considerata definitiva e che per l'Alitalia dovevano essere ricercate "nuove alleanze". Nel giugno del 2000 la questione fu riesaminata a Palazzo Chigi, con uno scambio di informazioni tra il primo ministro italiano Giuliano Amato e quello olandese. "Ci siamo scambiati le informazioni avute dalle compagnie" , disse il primo ministro olandese Wim Kok al termine di un incontro con Amato. Il 7 il ministro del Tesoro, Vincenzo Visco, attribuì la responsabilità della rottura agli olandesi. Il 9 l'Alitalia chiese il risarcimento da 500 miliardi di lire. (e. borr.)

Alitalia, partner entro l'estate - stretta con Air France e Delta

Repubblica — 23 giugno 2001

ROMA - Air France e l' americana Delta saranno gli alleati dell' Alitalia, che entrerà quindi nella rete globale Sky Team. Le trattative sono ancora in corso e la questione deve essere vagliata dal nuovo governo. Comunque l' accordo sarà firmato entro l' estate. Lo ha detto ieri ai membri del consiglio d' amministrazione della compagnia Francesco Mengozzi, che ha anche illustrato le linee guida del nuovo piano industriale 20022006. Un piano, ha precisato l' amministratore delegato, che punta proprio sulle alleanze per sostenere la capacità competitiva dell' Alitalia, soprattutto a livello internazionale e intercontinentale, nonché sul ridisegno del network e sul sistema aeroportuale milanese di Linate e Malpensa. «L' esame della situazione della compagnia - spiegano all' Alitalia - evidenzia che il network avviato nel 1998, con l' introduzione dell' hub di Malpensa, non risulta ancora competitivo, dal momento che la quota della compagnia su alcuni mercati chiave si è indebolita, in particolare nel nord. Inoltre la flotta è in parte inadeguata». Poggerà su otto interventi strategici il nuovo piano industriale, che sarà completato dopo l' estate e che dovrà superare quei nodi critici che hanno impedito di perseguire i risultati previsti dal precedente business plan per lo scorso esercizio e per il 2001. Stando a quanto ha detto Mengozzi ai membri del consiglio d' amministrazione che si riunirà di nuovo a metà luglio per risalire la china l' Alitalia deve puntare su una nuova rete di collegamenti, sul rafforzamento della focalizzazione della compagnia nel suo mercato elettivo, cioè quello italiano, su un significativo incremento dell' efficienza dei fattori produttivi dell' azienda anche attraverso un incisivo intervento sui costi, pensando ai contratti da rinnovare e agli scioperi proclamati nelle ultime settimane nonché sul rilancio delle iniziative di valorizzazione delle risorse umane. In particolare il nuovo piano utilizzerà la leva delle alleanze per sostenere la capacità competitiva della società sul prodotto internazionale e intercontinentale e dovrà prevedere una definitiva e stabile soluzione dell' assetto aeroportuale milanese, una politica di adeguamento della flotta al network, oltre ad un rafforzamento delle politiche di marketing e commerciali. «Senza il coinvolgimento dei dipendenti Mengozzi non potrà andare troppo lontano» hanno avvertito ieri i piloti Anpac azionisti della Scarl per bocca di Michele Cicia, che ha accusato l' amministratore delegato di escludere i lavoratori dalle scelte aziendali. Un incontro con i ministri dei Trasporti e del Tesoro è stato già richiesto dai piloti. Intanto la commissaria europea Loyola de Palacio ha reso noto che la Sabena non potrà contare sugli aiuti di stato per il suo risanamento. La compagnia belga ha chiuso il bilancio 2000 con una perdita di 325 milioni di euro, circa 630 miliardi di lire, e avrebbe bisogno di un piano di ricapitalizzazione per un ammontare complessivo di 500 milioni di euro, circa 1.000 miliardi di lire, a cui dovrebbero far fronte i due azionisti di controllo e cioè lo stato belga (50,5 per cento) e Sairgroup cui fa capo Swissair (49,5 per cento). Sairgroup ha già fatto sapere che non intende investire altre somme nella compagnia belga. Ma ieri il primo ministro belga ha minacciato di chiedere alla Swissair danni per centinaia di miliardi se non dovesse intervenire nella ricapitalizzazione della Sabena. - EDOARDO BORRIELLO

Alitalia - La storia

Repubblica — 23 giugno 2001

Malpensa e linate Il sistema aeroportuale milanese è stato sempre al centro delle trattative dell' Alitalia con i potenziali alleati il sogno svizzero Con la Swissair ci sono stati numerosi contatti. Naufragati per le difficoltà finanziarie del gruppo svizzero. klm, primo amore Il primo alleato dell' Alitalia è stata la Klm. Ma gli olandesi hanno lasciato di fronte agli ostacoli finanziari.

Alitalia stringe sul partner

Repubblica — 22 giugno 2001

ROMA - Forte rialzo in Borsa del titolo Alitalia (ieri ha guadagnato il 3,22 per cento, dopo aver raggiunto anche il 6 per cento) in vista del consiglio d' amministrazione odierno che discuterà le prime linee del piano industriale e farà il punto sulle trattative per l' alleanza con il partner europeo e quello statunitense (Air France e Delta sono in pole position). Oggi, comunque, come osserva il ministro delle attività produttive Antonio Marzano, è improbabile che vengano prese decisioni in proposito, visto che il nuovo governo non ha ancora affrontato il problema. La stessa Alitalia precisa che «la definizione delle alleanze è prevista entro l' estate». Le prime linee del piano industriale che il consiglio d' amministrazione discuterà oggi dovranno essere, spiegano all' Alitalia, progressivamente «validati nelle loro implicazioni economiche e finanziarie», attraverso un complesso percorso che sarà portato a termine dopo l' estate. (e. borr.)

la caccia al partner

Repubblica, 20 giugno 2001

È CACCIA AL PARTNER - Alitalia, caduta libera a Piazza Affari ROMA - Alitalia prova ad accelerare il percorso di ricerca del partner strategico. Un cda della società è stato convocato per fine mese, ha ricordato ieri l' amministratore delegato Francesco Mengozzi, sostenendo che la riunione ancora «non ha un ordine del giorno» anche se il Cda dovrebbe invece proprio trattare le possibili alleanze, che per il momento segnano il passo. Ieri intanto il titolo Alitalia è precipitato in borsa (3,98%), in concomitanza con la scadenza del vincolo di lock up, che vietava agli azionisti dipendenti di cedere le azioni in loro possesso.

05 giugno 2008

Alitalia rischia il volo in picchiata

Repubblica — 07 giugno 2001

Tremano i paladini dell' azionariato dei dipendenti. Per il loro cavallo di battaglia si avvicina la prova del fuoco: il 19 giugno scade il vincolo triennale che fin qui ha legato le mani a migliaia di dipendenti dell' Alitalia, ai quali - in cambio della rinuncia agli aumenti salariali - nel 1998 erano state assegnate gratuitamente circa 300 milioni di azioni, pari a poco più del 20% del capitale, in pacchetti che oggi hanno un valore compreso fra i 30 e i 300 milioni di lire. Oggi, perché tre anni fa, quando fu stipulato il "rivoluzionario" (almeno per la consuetudine italiana) accordo fra la compagnia e i suoi dipendenti, le azioni Alitalia valevano circa il doppio. Dal 19 giugno, dunque, impiegati, hostess, piloti e dirigenti potranno decidere se scaricare sul mercato le loro azioni e incassare il corrispettivo, per quanto sensibilmente decurtato, oppure tenerle in portafoglio e sperare in una rivalutazione del titolo, che quota poco sopra gli 1,5 euro, ai minimi degli ultimi due anni. Se si verificasse la prima ipotesi, in Piazza Affari potrebbe rovesciarsi un fiume di ordini di vendita, tale da penalizzare ulteriormente le quotazioni. Per questo i vertici della compagnia vedono di buon occhio la nascita di organizzazioni - come Millennium, annunciata nei giorni scorsi - che prevedano il trasferimento delle quote detenute dai singoli dipendenti sotto la custodia di una fiduciaria. Una sorta di minipatto dei dipendenti, che sceglierebbero questa strada per unire le forze e far pesare il loro voto negli organi decisionali. Ma, fin qui, l' iniziativa non pare aver raccolto grandi entusiasmi fra i dipendenti.

Alitalia, Air France spinge ma spunta Sabena

Repubblica — 06 giugno 2001

ROMA - Continua il pressing di Air France, ma per l' Alitalia rispunta l' ipotesi di un' alleanza con Swissair tramite la sua controllata Sabena. In un' intervista al quotidiano francese La Tribune, l' amministratore delegato di Air France, Jean Cyril Spinetta, ha detto che il dialogo con Alitalia «va avanti: mantengo contatti regolari con l' amministratore delegato di Alitalia Francesco Mengozzi, ma lui non ha ancora preso una decisione sul suo futuro partner in Europa». Secondo fonti politiche citate dalla Reuters, però, la nuova maggioranza di centrodestra starebbe pensando per Alitalia ad un accordo industriale con la compagnia aerea belga Sabena, che presto sarà partecipata all' 85% da SAirGroup, che controlla Swissair. Accordo che potrebbe vedere la luce tra fine 2001 e inizio 2002. «Ai francesi io preferisco i belgi» ha detto un candidato ministro del centrodestra, sottolineando comunque che di questo si parlerà tra fine anno e gli inizi del 2002. E secondo un altro candidato ministro del centrodestra interpellato anonimamente dalla Reuters, «l' ipotesi belga è una sulla quale si può lavorare per un' alleanza industriale». Comunque, anche un ministro dell' attuale governo dimissionario ha confermato di essere al corrente che «l' attuale maggioranza guarda con interessa a Sabena, ipotesi che riporterebbe in gioco una delle tre scelte sulle quali ha lavorato il nostro governo, cioè Swissair e il SAirGroup».

Charter in Sicilia: che affare! in pista due compagnie

Repubblica — 05 giugno 2001

In Sicilia non tramonta la voglia di volare. Gli imprenditori continuano a sfornare varie iniziative, anche se le quattro compagnie aeree nate nell' Isola negli ultimi anni sono scomparse o in grosse difficoltà. In fallimento la trapanese Med Airlines; in vendita la Sifly, rimasta con un solo aereo; mai realmente decollata la Gold Wings, che ora pare in procinto di trasferirsi nell' area di Taranto. Anche l'Air Sicilia stenta a ritrovare il passo giusto, dopo il blocco dei suoi aerei da parte dell' Enac avvenuto alcuni mesi fa. Attualmente la compagnia di Luigi Crispino serve Catania, Bologna, Roma, Milano e Lampedusa con un unico Boeing 737 noleggiato insieme con l' equipaggio dall' irlandese European Air Charter. Da Caltagirone cercano un altro «737» per coprire anche Palermo, ma il sistema dell' affitto con equipaggio, in gergo «wet leasing», rischia di appesantire il deficit della compagnia. Intanto c' è chi prova a percorrere altre strade, come quella del settore charter. È il caso dell' Alisea, una società nata un anno fa per iniziativa di 25 imprenditori, quasi tutti palermitani, che il 30 giugno avvierà l' attività. A capo dell' azienda, che ha un capitale di cinque miliardi, c' è Daniela Prestigiacomo. L' obiettivo è quello di coprire sia il corto e medio raggio sia il lungo raggio anche con voli charter PalermoNew York. L' Alisea, dopo avere studiato attentamente il mercato, ha individuato lo spazio per sfruttare la crescita del settore turistico, cui non corrisponde ancora un reale incremento dei voli da e per la Sicilia. Fra i 25 imprenditori non figurano tour operator. L' Alisea punta sulla qualità totale, e per questo si è data un management d' esperienza con uomini provenienti da Alitalia e da Unifly Express. Il primo volo è previsto sabato 30 giugno e avverrà con un Boeing 737300 da 148 posti noleggiato da un' altra compagnia. L' unico tassello che manca, infatti, è la licenza dell' Ente nazionale aviazione civile. Il piano industriale prevede una flotta di tre aerei 737 per l' estate del 2002. Alisea ha già assunto assistenti di volo rimasti disoccupati per la chiusura delle altre compagnie siciliane. Sul fronte dei charter interviene pure la Panair, compagnia di aerotaxi che sta acquistando un Airbus A320 e un Boeing 737300. L' ingresso nel settore della compagnia che ha base a Ciampino ma copre anche la Sicilia non preoccupa Alisea, che anzi ha già avviato contatti con Panair per stabilire un' alleanza o forme di collaborazione. Qualcosa si muove anche per i voli di linea. È sbarcato in Sicilia, a Villagrazia di Carini, Mario Rusconi. L'ex manager dell' Ati, fondatore prima della Minerva, che vola in franchising per Alitalia, e poi della Air Dolomiti, sta costituendo la AirItaly (ma potrebbe chiamarsi anche ItalyFly). Base in Sicilia, aerei turboelica Saab 2000 che potrebbero essere quelli della Med Airlines, la nuova compagnia dovrebbe avviare un franchising con Meridiana. - GIOACCHINO AMATO

Residenti contro Alitalia: "No all'espansione dell' hub"

Repubblica - 3 giugno 2001

«Non abbasseremo la guardia, continueremo a lottare con tutte le forze contro lo sviluppo sconsiderato e illegale di Malpensa e contro la logica che la politica sia al servizio dei poteri forti anziché dei cittadini». Firmato Covest. È questa la risposta che il Comitato Ovest Ticino invia ad Alitalia che nei giorni scorsi si è espressa sulla distribuzione dei voli tra Linate e Malpensa sancita dal decreto Bersani bis. «Secondo Francesco Mengozzi, amministratore delegato di Alitalia scrive il Covest i vettori stranieri a Linate tolgono quote di mercato alla compagnia di bandiera per cui, dice, sarebbe meglio riportare tutti i voli a Malpensa». Proposta che fa infuriare il Comitato dei residenti della provincia di Novara che da anni si battono contro lo sviluppo dell' hub varesino. «Queste richieste protestano i piemontesi verranno poste al nuovo governo e, a quanto sembra hanno l' avvallo dei vertici di Sea, del Comune di Milano e della Regione Lombardia». Ed è anche contro il Pirellone e il suo presidente, infatti, che si scaglia il Covest: «Formigoni non pensa ad altro che all'espansione di Malpensa, ben sapendo che i maggiori disagi vengono scaricati sui cittadini piemontesi dell' Ovest Ticino che, ovviamente, non votano nella sua regione».

Alitalia, pace fatta con la Lombardia: confermate le strategie su Malpensa

Repubblica — 30 maggio 2001

Roma - Pace fatta per Malpensa tra Alitalia, Sea, Comune di Milano e Regione Lombardia. Dopo le critiche mosse nei giorni scorsi dall' amministratore delegato dell' Alitalia, Francesco Mengozzi, al sistema aeroportuale milanese, si è svolto ieri a Milano un vertice tra lo stesso Mengozzi, Giorgio Fossa presidente della Sea, Gabriele Albertini sindaco di Milano e Roberto Formigoni presidente della Regione Lombardia. Al temine dell' incontro Formigoni ha affermato che «è stata verificata la confermata volontà dell' Alitalia di puntare su Malpensa» indipendentemente dal tipo di alleato che sceglierà. E Fossa ha aggiunto che esiste «il comune accordo di procedere a verifiche su Malpensa, a partire da quelle sul decreto Bersani». Questa disponibilità è stata apprezzata da Mengozzi, che vede così avviarsi a soluzione i problemi milanesi della sua compagnia. (e. borriello - Repubblica)

Alitalia molla? Altre compagnie a Malpensa

Repubblica — 25 maggio 2001

ROMA - L'atto d'accusa contro Malpensa pronunciato da Francesco Mengozzi, amministratore delegato dell' Alitalia, ha riacceso le polemiche sul nuovo scalo lombardo. Di fronte a quella che sembra una rinuncia dell' Alitalia allo sviluppo del nuovo aereoporto, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, minaccia di spalancare le porte di Malpensa alle compagnie straniere. Ma il ministro dei Trasporti, Pierluigi Bersani, getta acqua sul fuoco e precisa che l'Alitalia chiede solo coerenza con gli obiettivi dell'ultimo decreto Malpensa. «Non è vero che il nuovo scalo non funziona e che l'articolazione attuale del traffico aereo su Milano danneggia l'Alitalia» afferma Gabriele Albertini sindaco di Milano. E Formigoni dice chiaro e tondo che «se l'Alitalia si ritirasse da Malpensa, apriremmo l'aeroporto ad altre compagnie, perché il suo ruolo è essenziale per il nord Italia». Ad avviso del presidente della società che gestisce Malpensa e Linate, la Sea, e cioè Giorgio Fossa, smobilitare da Malpensa sarebbe «un'avventura sbagliata», perché l'anno scorso l'Alitalia è cresciuta del 6 per cento a livello generale e di oltre il 10 per cento nella sola Malpensa. Se poi l'Alitalia ha problemi nati dall' applicazione del decreto Bersani su Malpensa, allora, dice Fossa, «credo ci sia la strada comunitaria per discuterli». Anche la Fit Cisl è contro il ridimensionamento del ruolo Alitalia a Malpensa. Dal canto suo l' Alitalia ha sottolineato come in questi ultimi anni abbia mantenuto «un grande senso di responsabilità» - testimoniato anche dalla recente decisione di non impugnare le direttive Ue che hanno originato il decreto Bersani del 5 gennaio 2001 - davanti a scelte e indirizzi presi a livello istituzionale «non sempre coerenti». - EDOARDO BORRIELLO - Repubblica

30 maggio 2008

L'Alitalia non ricorre su Malpensa

Repubblica — 23 maggio 2001 pagina 40 sezione: ECONOMIA

ROMA - Soluzione «soft» per Malpensa, piano industriale a metà giugno e scelta dell' alleato immediatamente dopo. Quanto ad Air France, i contatti proseguono, ma nessun atto formale è stato compiuto sinora. Questo in sintesi ciò che è emerso dal consiglio d' amministrazione dell' Alitalia svoltosi ieri. Oggi invece si terrà l' assemblea degli azionisti. L' Alitalia ha deciso di non impugnare la decisione assunta il 21 dicembre scorso dalla Commissione Europea, che ridefiniva l' assetto del traffico aereo milanese, trasferendo un certo numero di voli da Malpensa a Linate. L' amministratore delegato Francesco Mengozzi e gli altri consiglieri hanno optato per una soluzione negoziale con l' esecutivo di Bruxelles, anche in vista di un possibile via libera ad un nuovo aumento di capitale da almeno 1.000 miliardi di lire. Mengozzi ha anche annunciato che il business plan del gruppo verrà presentato a metà giugno e subito dopo sarà scelto l' alleato europeo. Pur negando con decisione l' esistenza di atti formali con Air France, l' amministratore delegato ha confermato che i colloqui sono ancora in corso (lo stesso ha fatto ieri la compagnia francese). Ma ha anche detto che presto ci sarà un nuovo incontro con la Swissair. Oggi l' assemblea degli azionisti, oltre ad approvare il bilancio 2000 chiuso con oltre 496 miliardi di perdite, affronterà il capitolo nomine: dovranno essere confermati Mengozzi e Carlo Tamburi rappresentante del Tesoro. (e. borr.)

Alitalia più vicina ad Air France

Repubblica — 22 maggio 2001 pagina 31

ROMA - Alleanze sempre in primo piano per il management Alitalia, anche se una decisione finale non sarà presa prima dell' insediamento del nuovo governo. Il tema accordi non sarà discusso dal consiglio d' amministrazione che si terrà oggi (convocato per la vicenda Malpensa), nè una decisione sarà presa domani all' assemblea degli azionisti. Dalla sede della Magliana si fa sapere infatti che al momento si stanno intrattenendo rapporti con i primari vettori europei e nordamericani, e che la scelta è ancora tutta da definire. I colloqui con Air France sembrano comunque essere entrati in una fase cruciale. L' operazione finale, sulla quale si sta ancora lavorando, prevederebbe la possibilità di stringere un accordo commerciale da 350 milioni di euro. Il progetto, denominato «Albatros», potrebbe prevedere inoltre la creazione di un' unica fascia di rotte aeree tra Italia e Francia gestite dai due vettori. La bozza di accordo tra Air France e Alitalia sarebbe contenuta in un documento trasmesso dal presidente della compagnia francesce Jean Cyril Spinetta in risposta all' amministratore delegato di Alitalia, Francesco Mengozzi. Per il primo anno dell' intesa, che avrebbe una durata quadriennale, i proventi commerciali derivanti dalla gestione della cosiddetta "fascia" di rotte potrebbero essere ripartiti al 60% per Air France e al 40% per Alitalia, per arrivare al pareggio entro il 2004. Tale ripartizione terrebbe conto del differente peso commerciale tra le due compagnie. L' alleanza verrebbe valutata in circa 150 milioni di euro per il 2003 e altri 200 milioni nel 2005. Alitalia starebbe cercando di mettere a punto una soluzione che possa permettere alla compagnia di includere nell' accordo anche le rotte intercontinentali, collegate ai voli tra Italia e Francia. Ma la trattativa apre anche alla compagnia statunitense Delta, partner di Air France nell' alleanza globale Skyteam. L' intesa potrebbe prevedere la possibilita per Alitalia di trattare con Delta e di entrare in Skyteam. L' accordo con Air France comunque, secondo questo documento, sarebbe al momento solo commerciale con ulteriori margini di intervento per altre attività comuni, come la manutenzione, l' information technology e il cargo. L' intesa escluderebbe invece, per ora, incroci azionari tra le due compagnie

28 maggio 2008

I conti di Alitalia

Repubblica — 12 maggio 2001

Nei primi tre mesi 2001 Alitalia perde 387 miliardi. Un risultato negativo consolidato, prima delle imposte e di componenti straordinarie, di 387 miliardi. Questo è il deficit dei primi tre mesi dell' esercizio 2001 di Alitalia, secondo la relazione trimestrale che il Cda approverà domani. E' un peggioramento di 23 miliardi rispetto allo stesso periodo dell' anno prima.

Banca Intesa corre con le opere pubbliche

Repubblica — 28 aprile 2001 - Gianfranco Modolo

[...] ALITALIA: Nonostante le prese di distanza da parte del governo sull' accordo destinato a proiettare Alitalia nelle braccia di Air France, il mercato attribuisce all' ipotesi circolata nei giorni scorsi una serie probabilità di successo. E infatti il titolo non ha ceduto più di tanto dopo l'uscita del governo. Va detto che l' ipotesi francese era viva e vegeta anche quando sembrava prevalere quella olandese, anche quando si era arrivati agli accordi ufficiali con la Klm, poi naufragati sulla questione Malpensa. Una delegazione italiana teneva con assiduità i contatti con Air France facendo la spola almeno una volta alla settimana tra Roma e Parigi, promettendo appoggi quali agganci politici in Italia e una quota delle azioni in possesso del personale della società aerea. Si era arrivati persino al progetto di un'Opa lanciata su Alitalia da una società irlandese che, ad operazione conclusa, avrebbe consegnato il pacco raccolto ad Air France. I vertici francesi si limitavano a dichiarare: «Andate avanti voi, se avete successo noi ci faremo avanti». Ora il successo sembra vicino cosicché Air France non ha più alcuna remora nell' esporsi in prima persona. E il titolo Alitalia in Borsa si difende.

26 maggio 2008

I mercati promuovono Alitalia - Air France

Repubblica — 24 aprile 2001

ROMA - - Mentre il mercato premia in Borsa con un +8,53% l' eventualità di un' intesa di largo respiro tra Alitalia e Air France nessuno, in queste ore, sembra aver disdetto il previsto incontro per la firma degli accordi che l' amministratore delegato della nostra compagnia di bandiera Francesco Mengozzi avrà con il collega francese Jean Cyril Spinetta il 14 e 15 maggio prossimi. A Parigi, naturalmente. Il governo, dopo le anticipazioni su un possibile accordo fatte dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Micheli e sostanzialmente confermate dal ministro dei trasporti Pierluigi Bersani, ha preferito gettare acqua sul fuoco aggiustando il tiro su un problema che resta delicato e scivoloso per le ricadute industriali e politiche che comporta. Il governo sembra intenzionato a muoversi con maggior cautela rispetto ad una intesa strategica cui hanno sempre guardato con favore sia il presidente francese Jacques Chirac che il presidente del Consiglio Giuliano Amato. Un feeling che, però, non è visto di buon occhio da opposizione e sindacati.

25 maggio 2008

Meglio i francesi di Klm, ma non vogliamo tagli

Repubblica — 23 aprile 2001 - Edoardo Borriello
ROMA - La notizia dell'imminente alleanza con Air France ha colto di sorpresa gli oltre 15 mila dipendenti dell'Alitalia di domenica, ma ciò non ha impedito ai dirigenti della compagnia di scambiarsi i primi commenti via telefono e stando a quanto riferito da molti di essi, il partner francese «è preferibile all'olandese Klm», anche se i cugini d'oltralpe «amano guardarci dall' alto in basso». Una preoccupazione accomuna tutti: l'Alitalia è troppo piccola per tener testa al gigante francese. «L'alleanza va bene, ma l'Alitalia non deve rinunciare al suo ruolo globale», avverte Augusto Angioletti, rappresentante dei piloti azionisti nel consiglio d'amministrazione e membro del comitato esecutivo della compagnia, secondo cui il problema è capire se quello con Air France sarà un accordo solo commerciale o presenterà risvolti finanziari, «perché - dice - le differenti dimensioni delle due compagnie potrebbero significare anche la rinuncia dell' Alitalia al ruolo di vettore globale e ciò è inaccettabile». Ad avviso di Angioletti «l'alleanza va innanzitutto discussa nell'ambito dell'azienda», data la presenza di un forte azionariato dei dipendenti, il 20 per cento del capitale sociale. «Ed è con questo azionariato - aggiunge - che l'azionista di maggioranza, che indirizza strategicamente l'azienda, deve confrontarsi». Inoltre si rende necessario un confronto con i sindacati, soprattutto dopo il fallimento dell'alleanza con la Klm, «che ha lasciato i dipendenti - ricorda Angioletti - in una situazione di incertezza grave sul futuro dell'Alitalia». E poi occorre un piano di sviluppo, perché «non può esserci alleanza senza sviluppo». Nei giorni scorsi Angioletti, nel lasciare la presidenza dell'Anpac (la maggiore associazione professionale dei piloti) per dedicarsi al rilancio della compagnia attraverso il comitato esecutivo, ha inviato ai suoi colleghi una lunga lettera in cui ricorda che proprio il patto tra Alitalia e sindacati, nel 1996, ha consentito il risanamento della compagnia. Ma ciò che non ha funzionato è stata l'intesa tra l'Alitalia e il suo azionista pubblico, cioè l'Iri e quindi il Tesoro. Secondo Angioletti l'azionista pubblico non ha rispettato questa intesa «ed ha disfatto con una mano quello che aveva impostato con l'altra, con la devastante vicenda di Malpensa, alla quale si riconducono il fallimento dell' accordo con Klm e la mancata privatizzazione, con l'inevitabile conseguenza di rinuncia agli obiettivi di sviluppo indicati nel piano industriale 19962000». Angioletti sottolinea l'importanza della partecipazione dei piloti al capitale: «Il nostro compito - scrive - è oggi quello di evitare che quest'azienda si chiuda in un isolamento che può di nuovo portarla, e in tempi brevi, ai margini del mercato, rendendola appetibile per operazioni di svendita più o meno camuffata. La nostra presenza azionaria - afferma - deve essere difesa e consolidata, insieme e all' interno di un modello di partecipazione che costituisce una ricchezza per la compagnia e una garanzia per il suo futuro».

L'accelerata di Mengozzi

Repubblica — 22 aprile 2001

I protagonisti dell'imminente matrimonio tra Alitalia e Air France sono il neoamministratore delegato della compagnia Francesco Mengozzi da pochi mesi succeduto a Domenico Cempella e JeanCyril Spinetta, da 4 anni alla guida del colosso francese. Mentre per Mengozzi il "dossier alleanze" è stato digerito in poche settimane di lavoro, per quest'ultimo le nozze con la compagnia italiana rappresentano un "dèja vu". Il premier francese Jospin aveva infatti già discusso con l' allora presidente del Consiglio Prodi un'alleanza tra i due vettori nazionali.

24 maggio 2008

Alitalia in crisi - Ora Mengozzi chiede sacrifici

Repubblica — 05 aprile 2001 - Edoardo Borriello


ROMA - Cari dirigenti la situazione dell'Alitalia è grave, 500 miliardi di perdite sono tanti, occorre una forte assunzione di responsabilità e dismettere tutte quelle attività che non sono più remunerative. E' questo in sintesi il discorso che Francesco Mengozzi, amministratore delegato dell'Alitalia, ha fatto ieri ai direttori e a tutti i dirigenti della compagnia, spiegando che il processo di societarizzazione approvato dal consiglio d' amministrazione (la creazione di cinque divisioni autonome) servirà a individuare tutto ciò che è inutile tenere in piedi [...]

22 maggio 2008

Alitalia a tutto campo ma Air France è più vicina

Repubblica — 22 marzo 2001 - (e. borr.)

ROMA - La maratona di Francesco Mengozzi alla ricerca di un partner per l' Alitalia continua. A fine mese l' amministratore delegato della compagnia italiana si recherà ad Amsterdam per incontrare il capo della Klm, Leo van Wijk (attualmente in vacanza nell' estremo oriente). Qualche giorno dopo si recherà a Zurigo per un colloquio con Mario Corti, nuovo amministratore delegato di Sairgroup, cui fa capo Swissair. Gli appuntamenti di massima sono già stati presi, assicurano fonti interne alle tre compagnie. Ma, rilevano le stesse fonti, gli incontri di Mengozzi con Leo van Wijk e Mario Corti saranno una presa di contatto per instaurare buoni rapporti con Klm e Swissair, in vista di inevitabili collaborazioni tecniche e commerciali future. Ma sin da ora si ritiene molto improbabile un' alleanza vera e propria con una delle due compagnie. Quella svizzera è infatti alle prese con un pofondo processo di ristrutturazione e con il risanamento dei conti. Quella olandese, pur nutrendo qualche simpatia verso l' Alitalia con cui ha già flirtato, procede sui binari indicati dai suoi azionisti di controllo: allargare il proprio raggio d' azione, ma solo attraverso acquisizioni. Conscio di ciò, Mengozzi sta prendendo in seria considerazione l' offerta fattagli da JeanCyril Spinetta nel corso del recente incontro al quartier generale di Air France e che consiste in un' alleanza commerciale molto stretta e articolata. Una soluzione che potrà consentire ad entrambe le compagnie di valutare con la dovuta calma l' opportunità di andare oltre, magari verso uno scambio di quote.

Alitalia stringe con Air France

Repubblica — 10 marzo 2001

L'ALITALIA stringe i tempi per un accordo con Air France. La prossima settimana, il nuovo amministratore delegato Mengozzi vedrà JeanCyril Spinetta, presidente della compagnia francese. Alitalia, intanto, rinvia al consiglio del 28 marzo l' esame dei conti 2000 e dà via libera alla corporate governance, aprendo il comitato esecutivo a un rappresentante degli azionisti di minoranza.

Se evitassimo di leggere le date, potremmo pensare a qualcosa che è accaduto in marzo 2008... invece è un articolo di sette anni fa.

Alitalia affronta le perdite - Possibile causa antiUe

Repubblica — 09 marzo 2001 - EDOARDO BORRIELLO

ROMA - Si avvicina l' ora della verità per i conti dell' Alitalia, che nel 2000 sono stati appesantiti per centinaia di miliardi dal carocarburante, in seguito alla ritardata tutela contro l' aumento del prezzo del petrolio. Tutela che ha invece consentito a Lufthansa, Air France e British Airways di risparmiare migliaia di miliardi. Ieri, intanto, l' Alitalia ha raggiunto un' ipotesi di accordo con il personale di terra, circa 10.000 dipendenti, per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto nel dicembre del '99. L'accordo con Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl sarà esaminata oggi dal consiglio di amministrazione della compagnia, il primo presieduto dal neoamministratore delegato Francesco Mengozzi. Ieri sera, inoltre, i controllori di volo Anpcat e CilaAv hanno annunciato lo sciopero di quattro ore dei dipendenti Enav per il 20 marzo prossimo. I problemi che il consiglio d'amministrazione affronterà oggi sono parecchi. Oltre a fare il punto sui contatti con Air France, Swissair e Klm per un' alleanza, il consiglio affronterà la questione della eventuale causa per risarcimento danni contro la Commissone Europea, dopo la sentenza del Tribunale europeo che boccia le penalizzazioni Ue imposte all' Alitalia per procedere all' aumento di capitale per 2.750 miliardi di lire. Penalizzazioni che non solo hanno costretto la compagnia a limitare l'aumento a soli 2.000 miliardi, ma le hanno impedito anche lo sviluppo della flotta e il lancio di tariffe concorrenziali. Non sarà una decisione facile quella che dovrà assumere il consiglio d' amministrazione odierno [...]

Sono proprio i conti del 2000 ciò che più preoccupa Mengozzi e gli altri membri del consiglio. La perdita operativa di circa 400 miliardi sembra ormai assodata. Ma potrebbe salire anche a 500 e oltre, una volta completato l' esame del bilancio, sul quale influirano però positivamente le plusvalenze da cessioni. Difficile sostenere il confronto con altre compagnie, come la Cathay ha messo a segno aumenti di utile del 130 % rispetto al ' 99. Nel 2000, rileva un' analisi di Bloomberg che riferisce stime della stessa compagnia, l'Alitalia ha perso 347 miliardi con il carocarburante. La Lufthansa ha risparmiato invece un miliardo di marchi, circa mille miliardi di lire, nei primi nove mesi del 2000, «assicurando» oltre il 90 per cento dei propri costi per il combustibile. Anche Air France ha coperto il 53 per cento dei costicarburante ricorrendo ai contratti derivati. E la British Airways ha assicurato l' 80 per cento del proprio carburante [...]

21 maggio 2008

Alitalia in rosso di 600 miliardi

ENZO CIRILLO - Repubblica — 03 marzo 2001

ROMA - «Piano industriale, budget e alleanze sono cose che non possono prescindere l'una dall'altra. Per Alitalia la situazione di emergenza che la caratterizza non consente di tralasciare nessun elemento e tantomeno di dare la precedenza ad una variabile piuttosto che ad un' altra. Ed io sto lavorando ad una soluzione organica di tutti i problemi...».

All' Alitalia è iniziata l' era Mengozzi (*), gravata da un rosso di bilancio che oscillerebbe tra i 600 e i 700 miliardi. Le difficoltà sia sul fronte economicofinanziario che strategico e organizzativo non lasciano tranquilli i sonni del nuovo amministratore delegato della compagnia di bandiera, che incassa anche la sfiducia dei mercati: ieri il titolo, in seguito alle indiscrezioni sui conti (Alitalia in serata ha peraltro smentito di aver fatto circolare cifre) ha ceduto l' 1,44%. A meno di un mese dal suo insediamento, il quadro che il successore di Cempella ha fatto della compagnia alle nove sigle sindacali presenti in azienda, incontrate ieri ufficialmente per la prima volta, non è dei più edificanti. I punti di crisi prevarrebbero sulle potenzialità e sulle vie d' uscita. Mengozzi ai sindacati ha parlato di «pieno e totale disorientamento strategico» in cui verserebbe la compagnia.

«Ho avuto percezione di una grave crisi economica» avrebbe detto l' amministratore delegato della compagnia di bandiera «con perdite che potrebbero oscillare tra i 600 e i 700 miliardi». E aggiunge: «Colgo una diffusa attesa di mutamenti organizzativi», che comunque non avranno inizio con una limitazione dei poteri dell' attuale direttore generale Giovanni Sebastiani che secondo indiscrezioni dovrebbe prossimamente essere affiancato da un altro direttore generale. Resta comunque la crisi e sembra di capire che se di nomine si parlerà, ciò accadrà quando l' azienda avrà i conti in ordine.

(*) Francesco Mengozzi, voluto in Alitalia nel 2001 da Giuliano Amato, veniva da non esaltanti performances in FF.SS, e dopo qualche anno passerà a Bancoposta. Insomma, un tuttologo...

27 giugno 2007

Praga, Alitalia, Aeroflot e tutto il resto/1


Qualcuno mi ha chiesto le mie impressioni sul viaggetto a Praga. Premetto che ho riportato impressioni al 99% positive, molto positive. Ne parlerò in un secondo post, quando avrò sistemato alcune idee ed alcune foto. Per ora, voglio iniziare dalle cose negative, così mi tolgo il pensiero.

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Non è solo voglia di autoflagellazione, ma è per capire ed aiutare a capire perchè una società come l’Alitalia, dopo una cura intensiva di management di estrazione politica, si sia ridotta così male che (la notizia è di oggi), persino l’Aeroflot ha detto: “no, grazie”.

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Dunque, giorno della partenza: levataccia per partire con un aereo delle 9,30: dobbiamo essere due ore prima in aeroporto (chissà perchè...); quindi dobbiamo prendere la navetta per Malpensa (che è lontana come la luna) alle 6,30; quindi dobbiamo uscire di casa alle 5,45; quindi la sveglia deve suonare alle... lasciamo perdere.

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Tutto funziona regolarmente. Il nostro volo Alitalia viene imbarcato addirittura in orario. Assistiamo addirittura alla sceneggiata pre-decollo su come allacciare le cinture e su come gonfiare il salvagente, anche se non è previsto il sorvolo di oceani e mari interni. Dopo un quarto d’ora, ci dicono che hanno scherzato, che ci sono problemi tecnici, che dobbiamo scendere ed attendere istruzioni. Partiamo con un altro aereo (che culo, che abbiamo!), con sole due ore di ritardo. Arriviamo in albergo, in centro a Praga, alle 13,45. Siamo felici. In fondo ci abbiamo messo, da casa in albergo, solo otto ore.

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Al ritorno, infatti, andrà persino peggio: volo (sempre Alitalia) alle 17,45: dobbiamo essere in aeroporto alle 15,45 (chissà perchè/2...): prendiamo la navetta in città alle 15. Tutto regolare: siamo fra i primi a fare il check-in, poi andiamo al bar. Mentre siamo seduti, Marisa crede di sentire qualcosa che riguarda il volo per Milano; scende a guardare il tabellone delle partenze, e scopre che il volo Alitalia per Milano è stato cancellato. Unico fra decine di voli di decine di compagnie. Spiegazioni? zero. Cancelled. Prendere o lasciare.

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Nel frattempo erano arrivati tutti quelli che dovevano fare il check-in, e che hanno formato una coda chilometrica davanti al banco Alitalia (Alitalia si fa per dire, perchè il servizio è “esternalizzato”): ad una volenterosa impiegata delle linee ceche, che non parla italiano, costretta a trattare con un centinaio di italiani incazzati che, in massima parte, non parlano inglese. Noi siamo tranquilli: abbiamo già registrato il bagaglio, siamo fra i primi 5/6 arrivati, quindi saremo senz’altro imbarcati sul volo delle 19 (sempre per Milano): primi arrivati, primi serviti.

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Non è così: i pochi posti disponibili sul volo delle 19,00 vengono assegnati a quelli che sono arrivati tardi al check-in, e quindi primi nella “fila di emergenza”. Quando io e Marisa arriviamo a conferire con l’impiegata, ci assegnano (e noi accettiamo, of course, cioè di corsa) un volo delle linee aeree ceche per Monaco, e dopo due ore un volo della Air Dolomiten da Monaco per Milano. E il bagaglio, che non abbiamo più? Che provinciali! no problem, ci sono i computers!!! Noi siamo già rassegnati a perderlo.

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Il volo per Monaco è fra un’ora; quando arriviamo al banco del check-in, il volo è già chiuso. Siamo in otto. Facciamo la “rivoluzione non di velluto”, finchè si decidono a riaprire il volo, che, ovviamente per colpa nostra, partirà con mezz’ora di ritardo. A Monaco, per eccesso di zelo, faccio una sosta alla riconsegna bagagli. Ovviamente la nostra valigia non c’è.

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Dopo un paio d’ore, dovrebbe partire il volo per Malpensa. Parte con trenta minuti di ritardo. Gli scrupolosi tedeschi ci informano che il ritardo è dovuto a “problemi di pianificazione degli atterraggi a Malpensa. A Malpensa arriviamo alle 23 passate. Il bagaglio, ovviamente, non c’è. L’ufficio “Lost and found” è chiuso. Nella sala arrivi non c’è un cartello che dica un cazzo su dove partano le navette per Milano. Finalmente, con l’aiuto di Poirot e di Miss Marple, troviamo la navetta. Partirà prestissimo, alle 23,20. Invece no, riesce ad accumulare 20 minuti di ritardo, perchè l’autista/bigliettaio ha finito i blocchetti dei biglietti, e deve aspettare che gliene arrivi una scorta. Veniamo o non veniamo dal paese di Kafka?

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Alle 0,30 siamo a Milano, all’una siamo a casa. Senza valigia. Ci abbiamo messo solo 9 ore. La valigia me la porteranno a Linate 48 ore dopo. C’è quasi tutto, tranne un cellulare, che amo così tanto da mettere in valigia! Che a-ri-culo!... in fondo, avrebbero potuto fregarmi tutta la valigia. Questi sono proprio i nostri giorni fortunati.

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In fondo, a Marisa, due anni fa, ma in pieno inverno, era andata peggio: per un errore (Alitalia) di trascrizione dei dati su un biglietto, si era presentata all’aeroporto per prendere un volo che... non esisteva. Le hanno fatto passare la sera e la notte in uno squallido albergo presso l’aeroporto, e nel pomeriggio le hanno dato un volo Praga - Roma, seguito da un Roma – Milano. L’ho detto, che in fondo siamo persone fortunate...

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Mentre scrivo queste considerazioni del cazzo, e penso al perchè i russi, popolo saggio, si siano chiamati fuori dalla corsa per l’Alitalia, mi vengono in mente due vecchie, ironiche campagne pubblicitarie: di una compagnia che è fallita (la Sabena), e di una che, se ci fosse il libero mercato, sarebbe tecnicamente fallita:

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SABENA: Such A Bloody Experience Never Again

ALITALIA: Breakfast in Rome, lunch in Paris, diner in London, luggage in Tokio...

La parte bella del racconto in un prossimo post...